Ipogonadismo maschile: nuove prospettive dalla terapia orale con testosterone
Negli ultimi anni l’ipogonadismo maschile è emerso con crescente evidenza come una condizione clinica di grande impatto sulla salute pubblica. Caratterizzato da una ridotta produzione di testosterone associata a sintomi quali calo della libido, disfunzione erettile, affaticamento, perdita di massa muscolare, aumento del grasso corporeo e riduzione del benessere psicologico, l’ipogonadismo interessa una quota significativa della popolazione maschile adulta, con una prevalenza che aumenta con l’età e con la presenza di comorbidità metaboliche.
La terapia sostitutiva con testosterone rappresenta da decenni il cardine del trattamento. Tuttavia, il dibattito su quale sia la via di somministrazione più efficace, sicura e accettabile per il paziente è tutt’altro che chiuso. In questo contesto si inserisce il recente studio sulla nuova formulazione orale di testosterone undecanoato, che riaccende l’interesse verso una modalità terapeutica che in Italia era stata di fatto accantonata.
Il ritorno del testosterone orale: perché era stato abbandonato
Negli ultimi anni, in Italia, l’utilizzo del testosterone orale è stato progressivamente abbandonato dopo il ritiro dal commercio delle precedenti formulazioni, penalizzate da un assorbimento imprevedibile e dalla necessità di assunzione con pasti ricchi di grassi. Questo ha favorito l’impiego di gel trans-dermici e formulazioni iniettive, efficaci ma non prive di limiti in termini di aderenza, praticità e accettabilità da parte dei pazienti.
In questo scenario si colloca lo studio SOAR (Study of Oral Androgen Replacement), che ha valutato efficacia e sicurezza di una nuova formulazione orale di testosterone undecanoato (Tlando), sviluppata per superare le criticità del passato. Lo studio, prospettico, randomizzato e di fase 3b, ha coinvolto 315 uomini con ipogonadismo primario o secondario, di età compresa tra 18 e 80 anni.
Lo studio SOAR: efficacia sovrapponibile, gestione più semplice
I partecipanti sono stati trattati per 52 settimane con testosterone undecanoato orale (225 mg due volte al giorno a digiuno) oppure con testosterone in gel trans-dermico. L’end-point primario era il raggiungimento di valori di testosterone nel range terapeutico, insieme alla valutazione della sicurezza.
Alla 13esima settimana, l’87,4% dei pazienti in terapia orale aveva raggiunto livelli di testosterone adeguati. Il profilo farmacocinetico è risultato più stabile rispetto alle precedenti formulazioni: rapido incremento dei livelli sierici dopo l’assunzione, picco entro 4-6 ore e ritorno ai valori basali entro 12 ore. Inoltre, quasi la metà dei pazienti non ha richiesto aggiustamenti posologici e la dose standard è risultata efficace nella maggior parte dei casi.
Sicurezza e qualità della vita: cosa cambia rispetto al gel
Dal punto di vista della sicurezza, non sono emerse differenze significative rispetto al testosterone trans-dermico per quanto riguarda ematocrito e PSA. Una riduzione della SHBG è stata osservata nel gruppo trattato con la formulazione orale, mentre tendeva ad aumentare nel gruppo gel. Sul piano clinico, i pazienti trattati per via orale hanno riportato un miglioramento del benessere generale e della funzione sessuale, senza un aumento degli eventi avversi.