Blue Monday: il mito del giorno più triste dell’anno e la ricerca del buonumore, anche in farmacia
Ogni gennaio torna puntuale come un ritornello malinconico: il Blue Monday, definito da molti come il giorno più triste dell’anno. Cade, secondo la tradizione, nel terzo lunedì di gennaio, quando le feste sono un ricordo sbiadito, le giornate restano corte, il freddo insiste e i buoni propositi di inizio anno iniziano a scricchiolare. Ma quanto c’è di vero in questa etichetta che sembra spiegare, in un colpo solo, il nostro umore?
La risposta breve è: poco. Il Blue Monday nasce nel 2005 come operazione di marketing, sostenuta da una formula che pretendeva di combinare fattori come meteo, debiti, motivazione e fallimento dei buoni propositi. Una formula mai validata scientificamente. Eppure il concetto ha attecchito, forse perché offre una narrazione semplice a una sensazione reale: gennaio è un mese psicologicamente impegnativo per molte persone.
Qui sta il punto importante: non serve credere a un “giorno più triste” per riconoscere che il benessere emotivo può vacillare in certi periodi dell’anno. La riduzione delle ore di luce influisce sul ritmo sonno-veglia, la routine riprende con meno entusiasmo e le aspettative di cambiamento si scontrano con la realtà. Non è una formula matematica, ma un intreccio di fattori personali, sociali e biologici.
I consigli e il ruolo dei preparati galenici
Negli ultimi anni, accanto ai consigli più noti – attività fisica, alimentazione equilibrata, contatto sociale – è cresciuto l’interesse verso soluzioni personalizzate per sostenere l’equilibrio dell’umore. In questo contesto entrano in gioco anche i preparati galenici, spesso citati come supporti “su misura” per il buonumore.
La galenica, branca storica della farmacia, consiste nella preparazione di medicinali e integratori personalizzati dal farmacista, sulla base delle esigenze specifiche della persona e, quando necessario, di una prescrizione medica. A differenza dei prodotti industriali standardizzati, i galenici permettono di modulare dosaggi, forme farmaceutiche e combinazioni di sostanze.
Nel campo del benessere emotivo, i preparati galenici possono includere, ad esempio, vitamine del gruppo B, magnesio, aminoacidi o estratti vegetali tradizionalmente associati al tono dell’umore. È fondamentale, però, evitare un equivoco diffuso: non si tratta di “pozioni della felicità”. Nessun preparato, galenico o meno, può sostituire un percorso clinico quando esistono disturbi dell’umore, né risolvere da solo problemi complessi come stress cronico o depressione.
Il “rischio” del Blue Monday
Uno dei rischi più comunemente additati al Blue Monday è quello di medicalizzare una normale flessione emotiva stagionale. Sentirsi giù a gennaio di certo non è una malattia e non sempre richiede un intervento farmacologico. Proprio per questo il valore della galenica, quando usata correttamente, sta nella personalizzazione responsabile, inserita in un dialogo con professionisti sanitari e in una visione più ampia dello stile di vita.
Questa giornata, allora, può essere riletta non come una condanna collettiva, ma come un promemoria. Un invito a fermarsi, a osservare come stiamo davvero e a chiederci cosa ci serve: più luce, più movimento, più relazioni, o magari un supporto mirato e temporaneo. Smontare il mito non significa ignorare il disagio, ma restituirgli complessità.