Cancro pediatrico, torna il Settembre d’Oro: la speranza si accende anche in farmacia grazie alla galenica
Torna il Settembre d’Oro, la campagna internazionale dedicata alla sensibilizzazione sul cancro pediatrico e al sostegno dei bambini e degli adolescenti colpiti da tumore e delle loro famiglie. Promossa dalla rete mondiale Childhood Cancer International (CCI), la campagna viene rilanciata anche quest’anno in Italia dalla Federazione Italiana Associazioni Genitori e Guariti Oncoematologia Pediatrica (FIAGOP), con il tema “Accendi d’oro, accendi la speranza 2026”.
La luce dorata illuminerà diversi luoghi simbolici del Paese: a Roma il Colosseo, a Firenze la copia del David in piazzale Michelangelo, a Genova la Fontana di piazza De Ferrari e a Bologna il Palazzo del Podestà. I volontari distribuiranno inoltre il Gold Ribbon, il nastrino dorato simbolo della lotta al cancro pediatrico. Tra le iniziative di quest’anno c’è anche “Ti voglio una sacca di bene”, progetto per promuovere la donazione di sangue a favore dei giovani pazienti oncologici.
La ricerca resta una priorità
Il Settembre d’Oro riporta al centro anche la necessità di investire nella ricerca pediatrica. Secondo Sergio Aglietti, presidente di FIAGOP, il dialogo con Parlamento, governo e tutti gli attori coinvolti è fondamentale per promuovere iniziative e proposte capaci di rafforzare il sostegno alla ricerca pediatrica. Una sfida che non riguarda soltanto la scoperta di nuove terapie, ma anche la possibilità di rendere quelle esistenti concretamente utilizzabili dai pazienti più piccoli.
Quando il farmaco “da adulto” non basta
Molti medicinali sono sviluppati principalmente per la popolazione adulta e le formulazioni industriali disponibili non sempre rispondono alle esigenze dei bambini. Il problema può riguardare il dosaggio, la forma farmaceutica, la difficoltà di deglutizione o la necessità di adattare la terapia alle caratteristiche individuali del paziente. In oncologia pediatrica, dove precisione e continuità della terapia sono fondamentali, la possibilità di personalizzare la preparazione può diventare determinante.
La galenica come risposta alla personalizzazione della cura
La galenica oncologica gioca un ruolo fondalmentale. Sulla base di una prescrizione, il farmacista galenico può realizzare preparazioni personalizzate quando le formulazioni industriali disponibili non sono adeguate alle necessità del paziente. Per un bambino questo può significare, ad esempio, adattare il dosaggio o utilizzare una forma farmaceutica più facilmente somministrabile. Quando non esiste in commercio una formulazione adeguata, la preparazione galenica può rappresentare una soluzione essenziale e, in determinate situazioni, l’unica concretamente praticabile per rendere somministrabile la terapia prescritta.