Fentanyl, la linea di difesa passa dalle farmacie
La lotta al fentanyl entra in una nuova fase e chiama in causa, in prima linea, le farmacie. Il Ministero della Salute ha infatti diffuso una circolare che rafforza le misure di prevenzione contro l’uso improprio e la circolazione illegale di questo potente oppioide sintetico e dei suoi analoghi, indicando procedure più rigorose per l’intera filiera sanitaria.
Il provvedimento, elaborato dalla Direzione generale dei Dispositivi medici e del farmaco – Ufficio centrale stupefacenti, nasce dalla consapevolezza che il rischio di “diversione” dei farmaci dal circuito terapeutico a quello illecito rappresenta oggi una delle principali minacce. Un allarme che, guardando all’esperienza statunitense – dove il fentanyl è stato responsabile di decine di migliaia di decessi per overdose – non può essere sottovalutato.
Fentanyl, prescrizioni sotto la lente
Il punto centrale della circolare è il rafforzamento dei controlli sulle prescrizioni, in particolare su quelle cartacee, considerate più vulnerabili a furti, falsificazioni e usi distorti. In attesa della completa dematerializzazione delle ricette per i medicinali contenenti sostanze stupefacenti, il ministero chiede a strutture sanitarie, ordini professionali e farmacie di innalzare il livello di attenzione.
Alle farmacie viene affidato un vero e proprio vademecum operativo: dieci azioni di verifica che trasformano il farmacista in una “sentinella” sul territorio. Non si tratta solo di controllare che la ricetta sia formalmente corretta, ma di valutarne la coerenza complessiva: qualità di stampa, firma e timbro del medico, assenza di correzioni sospette, congruità del dosaggio e compatibilità con precedenti prescrizioni per lo stesso paziente.
Identità del paziente e dialogo con i medici
Un altro passaggio chiave riguarda l’identificazione dell’assistito, obbligatoria per la normativa sugli stupefacenti. Il farmacista è chiamato a verificare che chi richiede il farmaco sia effettivamente il destinatario della prescrizione e, in caso di dubbi, a non esitare a contattare direttamente il medico prescrittore.
La circolare sottolinea anche l’importanza di osservare il comportamento del paziente, senza trasformare il banco della farmacia in un luogo di sospetto generalizzato, ma mantenendo alta l’attenzione su segnali di possibile abuso o frode. Qualora le perplessità non vengano chiarite, è prevista la possibilità di non procedere alla dispensazione.
Segnalazioni e collaborazione istituzionale
Elemento imprescindibile del nuovo assetto è la collaborazione tra operatori sanitari, istituzioni e forze dell’ordine. Ogni sospetto di falsificazione, furto o altro illecito deve essere segnalato tempestivamente alle autorità competenti. La sicurezza della filiera farmaceutica, ribadisce il ministero, è una responsabilità condivisa.
In questa prospettiva si inserisce anche il Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di fentanyl e di altri oppioidi sintetici, presentato nei mesi scorsi dal Dipartimento per le Politiche Antidroga, che individua nella digitalizzazione delle prescrizioni uno strumento decisivo per contrastare contraffazioni e inappropriatezze.
Le farmacie come presidio del Servizio sanitario
“La vigilanza esercitata dai farmacisti è fondamentale per la tutela della salute pubblica”, ha ricordato la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, sottolineando come la completa dematerializzazione delle ricette rappresenti un passo avanti non solo tecnologico, ma anche culturale.
Oppiacei, benzodiazepine e altri farmaci ad alto rischio richiedono un livello di attenzione massimo. Un impegno che, secondo la Fofi, i farmacisti già esercitano quotidianamente, in sinergia con i medici e in collaborazione con il Ministero della Salute e i Carabinieri del NAS, per arginare fenomeni di abuso e traffico illecito estremamente pericolosi.
La sfida al fentanyl, insomma, non si gioca solo nei laboratori o nelle aule legislative, ma anche dietro il bancone delle farmacie: un presidio capillare, chiamato oggi più che mai a coniugare accesso alle cure e sicurezza.