Influenza, la Campania sotto pressione: aumentano i casi, le mascherine come arma di prevenzione

Influenza, la Campania sotto pressione: aumentano i casi, le mascherine come arma di prevenzione

L’inverno entra nel vivo e in Campania l’influenza stagionale mostra il suo volto più duro. Nelle ultime settimane si registra un’impennata dei contagi e, soprattutto, un aumento significativo dei ricoveri per complicanze respiratorie. I pronto soccorso segnalano un incremento tra il 35 e il 40 per cento di accessi legati a polmoniti e bronchiti, un dato che preoccupa i medici di famiglia e le strutture sanitarie regionali.

 

Allarme influenza in Campania

 

A lanciare l’allarme è Silvestro Scotti, segretario nazionale della Fimmg e medico di medicina generale a Napoli, che descrive un virus più aggressivo rispetto agli anni precedenti. La forma influenzale in circolazione provoca febbre molto alta e persistente, anche per quattro o cinque giorni, con un decorso più lungo e debilitante. A essere colpiti in modo particolare sono i bambini e gli anziani, le fasce più fragili della popolazione.

 

Secondo i dati raccolti sul territorio, la Campania è oggi tra le regioni italiane con il livello di incidenza più elevato. Il virus influenzale di tipo A, nelle sue varianti più diffuse, sta progressivamente prendendo il sopravvento sugli altri patogeni respiratori. Il Covid, che aveva avuto una circolazione significativa nei mesi autunnali, è ora sceso sotto il 2 per cento dei casi, mentre continuano a circolare anche rinovirus e adenovirus, che possono aggravare il quadro clinico soprattutto nei pazienti già debilitati dall’influenza.

 

Un elemento di particolare attenzione riguarda il periodo delle festività. La chiusura delle scuole e le riunioni familiari, spesso in ambienti poco aerati, rischiano di favorire il passaggio del virus dai più giovani agli anziani. Il primo picco è atteso proprio tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio, con una possibile seconda ondata nei mesi successivi.

 

I medici invitano alla prudenza anche sul fronte delle cure. L’influenza è una malattia virale e, nella maggior parte dei casi, va gestita con riposo, antipiretici e antinfiammatori. L’uso degli antibiotici deve essere limitato ai soli casi in cui compaiano chiare complicanze batteriche o in presenza di pazienti a rischio, evitando terapie inutili che possono favorire resistenze.

 

Il consiglio degli esperti

 

Sul piano della prevenzione, il messaggio è chiaro: tornare alle buone abitudini. Aerare frequentemente i locali chiusi, lavarsi spesso le mani e indossare la mascherina in caso di sintomi o nei luoghi affollati può fare la differenza, soprattutto per proteggere le persone più vulnerabili. Un gesto di attenzione che, come ricordano i medici, è prima di tutto una forma di responsabilità collettiva.

 

La stagione influenzale è ancora lunga e il sistema sanitario resta in allerta. L’invito degli esperti è a non sottovalutare i sintomi e a rivolgersi al proprio medico di famiglia in caso di peggioramento, per evitare che un’influenza trascurata si trasformi in una complicanza più seria.

 

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