Difterite, il caso di Palermo e l’ultima mossa di Trump riaccendono la sfida sui vaccini

Difterite, il caso di Palermo e l’ultima mossa di Trump riaccendono la sfida sui vaccini

Ci sono malattie che diventano così rare da sembrare appartenere ai libri di storia. La difterite è una di queste. Eppure a Palermo, di recente, è tornata a ricordare con brutalità che una patologia può essere quasi scomparsa senza essere diventata innocua. Anna Rosa Bartolotta, 4 anni, è morta il 20 agosto dopo una grave infezione da difterite. L’autopsia ha successivamente confermato che è stata proprio la malattia a provocare il decesso e che la bambina non era vaccinata. I genitori sono stati iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo per omissione, mentre hanno a loro volta presentato una denuncia nei confronti degli ospedali che avevano assistito la figlia nei giorni precedenti alla morte. Saranno le indagini a stabilire eventuali responsabilità.

La vicenda ha però prodotto un dato sanitario ancora più eloquente. Anche il cuginetto della bambina è risultato positivo alla difterite. Il piccolo era vaccinato e ha sviluppato una forma non grave della malattia. L’Istituto superiore di sanità ha confermato la presenza del gene della tossina difterica nel ceppo isolato dal bambino, precisando che il sequenziamento completo era ancora in corso. Non significa che un vaccino renda impossibile in assoluto contrarre un’infezione. Significa che può cambiare radicalmente il rischio e la gravità della malattia. È una distinzione fondamentale, soprattutto quando si parla di prevenzione.

Difterite, una malattia che non dovrebbe più fare paura

La difterite è un’infezione causata da batteri che producono una tossina, capace nei casi più gravi di danneggiare le vie respiratorie e gli organi vitali. La prevenzione più efficace resta la vaccinazione. In Italia il vaccino antidifterico è incluso nell’esavalente, che protegge anche da tetano, pertosse, poliomielite, epatite B e Haemophilus influenzae di tipo b. È gratuito e obbligatorio per i minori, secondo il calendario nazionale, e viene somministrato nei centri vaccinali delle ASL.

 

Una copertura vaccinale elevata riduce la circolazione degli agenti infettivi e rende più difficile che una malattia torni a diffondersi. Anche per questo il caso di Palermo ha avuto almeno un effetto immediato: ha spinto molte famiglie a controllare e aggiornare la situazione vaccinale dei propri figli, con un aumento degli accessi ai centri vaccinali della città.

Dagli Stati Uniti arriva la crociata di Trump

 

Il contrasto con quanto sta accadendo negli Stati Uniti non potrebbe essere più evidente. Il 10 agosto Donald Trump ha firmato un Executive Order che modifica le raccomandazioni federali sui vaccini infantili e invita gli Stati a rivedere anche i requisiti vaccinali per la scuola. Il provvedimento sostiene inoltre la somministrazione separata dei vaccini contro morbillo, parotite e rosolia, invece del vaccino combinato MMR.

 

La Casa Bianca presenta queste modifiche come un modo per aumentare la libertà di scelta dei genitori e allineare gli Stati Uniti alle pratiche di altri Paesi sviluppati. Ma proprio qui si apre il problema: libertà di scelta e qualità dell’informazione scientifica non sono la stessa cosa. Se una decisione politica fa apparire equivalenti strategie che non hanno lo stesso sostegno nelle evidenze disponibili, il rischio è che la scelta individuale venga costruita su una falsa equivalenza.

 

L’OMS: “Non è la politica a decidere cosa protegge i bambini”

 

La posizione dell’OMS è stata netta. Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha espresso preoccupazione per i cambiamenti introdotti negli Stati Uniti, sostenendo che non siano allineati con le migliori evidenze scientifiche. Ritardare le vaccinazioni o separare inutilmente le dosi può lasciare i più piccoli senza protezione. L’OMS ribadisce inoltre che i vaccini, compreso l’MMR, sono sicuri e non causano l’autismo. Perché le politiche sanitarie devono basarsi su prove indipendenti e trasparenti, non sull’influenza politica.

 

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