Giornata mondiale della psoriasi: il valore della terapia personalizzata e delle preparazioni galeniche

Giornata mondiale della psoriasi: il valore della terapia personalizzata e delle preparazioni galeniche

Ogni anno, il 29 ottobre, si celebra la Giornata mondiale della psoriasi, un appuntamento dedicato a sensibilizzare l’opinione pubblica su una malattia infiammatoria cronica che interessa milioni di persone nel mondo. L’obiettivo è promuovere una maggiore conoscenza della patologia, contrastare i pregiudizi e ricordare l’importanza di una diagnosi tempestiva e di un percorso terapeutico adeguato.

Psoriasi: una malattia che va oltre la pelle

 

La psoriasi è una patologia cronica a base immunomediata, caratterizzata da un’accelerazione del ricambio delle cellule cutanee e da un processo infiammatorio che può provocare placche arrossate, desquamazione, prurito e talvolta dolore. Può interessare diverse aree del corpo, tra cui gomiti, ginocchia, cuoio capelluto e unghie, con manifestazioni variabili da persona a persona.

 

Non è una malattia contagiosa. Tuttavia, la visibilità delle lesioni può influire sulla vita sociale, sul benessere psicologico e sull’autostima, soprattutto quando la patologia è estesa o difficile da controllare. In alcuni pazienti può inoltre associarsi all’artrite psoriasica e ad altre condizioni che rendono necessario un approccio multidisciplinare.

I numeri in Italia: una sfida sanitaria e sociale

 

In Italia, le stime più diffuse indicano che la psoriasi interessa circa 1,5-2 milioni di persone, anche se i dati possono variare in base alle fonti e ai criteri utilizzati. Una parte dei pazienti convive con forme moderate o gravi, che possono richiedere trattamenti continuativi, controlli specialistici e un impegno significativo in termini di tempo e risorse economiche.

 

Il tema dell’accesso alle cure è particolarmente attuale. Secondo i dati presentati nell’ottobre 2026 nell’ambito del progetto RADAR-Psoriasi, promosso da Apiafco, in Italia sarebbero circa 1,4 milioni le persone interessate dalla patologia e oltre 137.000 quelle con forme severe trattate con farmaci sistemici che non beneficiano di un’adeguata tutela economica per gli esami di monitoraggio. Numeri che richiamano l’attenzione sulla necessità di rendere più equo e sostenibile il percorso assistenziale.

Preparazioni galeniche: clobetasolo, urea e acido salicilico

 

Nel trattamento di alcune forme di psoriasi, le preparazioni galeniche rappresentano una risorsa importante nell’ambito della terapia personalizzata, poiché consentono al farmacista di allestire formulazioni su prescrizione medica, calibrate sulle specifiche esigenze del paziente e sulle caratteristiche delle manifestazioni cutanee. Tra le possibili formulazioni rientra l’associazione di clobetasolo, urea e acido salicilico, tre componenti che agiscono in modo complementare.

 

Il clobetasolo, corticosteroide topico ad alta potenza, contribuisce a ridurre l’infiammazione e i sintomi associati, come rossore e prurito. L’urea favorisce l’idratazione cutanea e, in funzione della concentrazione, aiuta ad ammorbidire le zone ispessite, mentre l’acido salicilico esercita un’azione cheratolitica, facilitando la rimozione delle squame e contrastando l’accumulo di cellule morte. L’integrazione di queste sostanze in un’unica preparazione può offrire un valido supporto terapeutico in casi selezionati, in particolare quando è necessario intervenire sulle placche ispessite e desquamanti, sempre nell’ambito di un trattamento definito dal dermatologo e sotto la supervisione del farmacista.

Informazione e collaborazione per migliorare la qualità della vita

 

La gestione della psoriasi non si esaurisce nell’applicazione di un prodotto sulla pelle. Richiede un percorso individualizzato, controlli periodici e una collaborazione costante tra dermatologo, farmacista e paziente. Accanto alle terapie topiche, nei casi più impegnativi possono essere indicati fototerapia o trattamenti sistemici, compresi i farmaci biologici. Le preparazioni galeniche, quando appropriate, sono uno degli strumenti a disposizione della medicina personalizzata, con l’obiettivo di controllare i sintomi e migliorare la qualità della vita di chi convive con questa patologia.

 

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