Tacrolimus oftalmico in veterinaria: un alleato contro l’infiammazione degli occhi di cani e gatti

Tacrolimus oftalmico in veterinaria: un alleato contro l’infiammazione degli occhi di cani e gatti

Gli occhi dei nostri animali possono essere colpiti da patologie croniche capaci di provocare dolore, arrossamento, secrezioni e, nei casi più avanzati, anche danni alla cornea. Tra queste c’è la cheratocongiuntivite secca (KCS), comunemente definita “occhio secco”, particolarmente frequente nei cani. In casi come questi trova spazio il tacrolimus oftalmico, un farmaco immunosoppressore e immunomodulatore appartenente alla classe degli inibitori della calcineurina. In medicina veterinaria viene impiegato localmente sotto forma di collirio per ridurre la risposta immunitaria responsabile dell’infiammazione e, soprattutto, per favorire il recupero della produzione lacrimale.

Tacrolimus oftalmico in veterinaria: quando viene utilizzato

La cheratocongiuntivite secca può avere, soprattutto nel cane, una componente immunomediata: il sistema immunitario danneggia le ghiandole responsabili della produzione delle lacrime. Il tacrolimus può contribuire a ridurre l’infiammazione e stimolare la produzione lacrimale, aiutando a mantenere protetta la superficie dell’occhio. Il trattamento può essere preso in considerazione anche in alcune altre patologie oculari a componente immunitaria, sempre sulla base della diagnosi del veterinario.

 

L’utilizzo del tacrolimus oftalmico è documentato soprattutto nei cani, dove diversi studi hanno evidenziato un miglioramento della produzione lacrimale e dei segni clinici della KCS. Può essere utilizzato anche per i gatti, ma la scelta della terapia deve tenere conto della specie, della causa della patologia e delle condizioni dell’occhio.

Tacrolimus per l’occhio secco nel cane e nel gatto

Il tacrolimus è un farmaco immunosoppressore e deve essere utilizzato esclusivamente secondo prescrizione veterinaria. Prima di iniziare il trattamento, il veterinario può effettuare esami specifici, come il test di Schirmer, per misurare la produzione lacrimale, e controllare attentamente cornea e congiuntiva. La terapia può essere prolungata nel tempo e richiede controlli periodici. La frequenza delle applicazioni e la concentrazione del farmaco vengono stabilite dal veterinario in base alle esigenze del singolo animale.

Tacrolimus e cheratocongiuntivite secca: una terapia prolungata

La KCS è frequentemente una malattia cronica. L’obiettivo non è soltanto far diminuire temporaneamente il rossore, ma controllare l’infiammazione, migliorare la produzione lacrimale e proteggere la superficie oculare. Per questo motivo il trattamento può richiedere continuità e controlli periodici. Sospendere autonomamente il farmaco perché l’occhio appare migliorato è rischioso: la malattia sottostante potrebbe non essere realmente risolta. Il veterinario può inoltre associare, quando necessario, lubrificanti oculari, antibiotici o altri medicinali, a seconda delle condizioni dell’occhio.

 

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