0
  • No products in the cart.

Giornata mondiale del sonno: il ruolo della melatonina, tra benessere e ricerca oncologica

donna assonnata nel letto che cerca di spegnere la sveglia

Giornata mondiale del sonno: il ruolo della melatonina, tra benessere e ricerca oncologica

L’11 marzo si celebra la Giornata Mondiale del Sonno, un’importante iniziativa volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del riposo notturno per la salute e il benessere. Quest’anno, la nostra attenzione si focalizza su una protagonista del sonno e non solo: la melatonina.

 

La melatonina: cos’è e il suo ruolo nei cicli sonno-veglia

 

La melatonina è un ormone prodotto naturalmente dalla ghiandola pineale, situata nel cervello, e gioca un ruolo fondamentale nel regolare i cicli sonno-veglia. La sua produzione è influenzata dalla luce, con livelli che aumentano al buio per segnalare al corpo che è ora di dormire. Proprio in questo contesto, la melatonina è spesso utilizzata come rimedio per migliorare la qualità del sonno e trattare i disturbi del sonno.

 

Tuttavia, il fascino della melatonina non si limita solo al sonno. Recentemente infatti è emerso un interesse crescente per il suo potenziale impiego in protocolli oncologici. Alcuni studi preliminari suggeriscono che la melatonina possa avere proprietà antitumorali, tuttavia, è essenziale sottolineare che, ad oggi, non esistono studi in vivo che certifichino inequivocabilmente questa azione.

 

L’uso della melatonina in campo oncologico: la terapia Di Bella

 

Alla fine degli Anni 80 la melatonina ebbe un ruolo centrale anche nella lotta al cancro. Era, infatti, fortemente convinto delle sue proprietà, il fisiologo italiano Luigi Di Bella (1912-2003),  che concepì una cura contro i tumori in grado di porsi come parziale alternativa alla chemioterapia ma senza effetti collaterali: la cosiddetta ‘multiterapia‘. Per Di Bella era possibile contrastare vari tipi di neoplasie attraverso un mix di diverse molecole, tra cui ormoni, farmaci chemioterapici e vitamine. E la melatonina, per le sue proprietà anti-ossidanti, era uno degli elementi chiave. La multiterapia dello scienziato siciliano aveva anche un’altra caratteristica che la differenzia della terapie standard: andava infatti personalizzata in base alle esigenze dei pazienti.

 

La cura Di Bella funziona davvero? In realtà le sperimentazioni condotte sugli esseri umani hanno dimostrato che la multiterapia Di Bella non sortisce alcun beneficio nella cura dei tumori. Anzi, si sono registrati casi di pazienti trattati col metodo Di Bella che sono deceduti prima rispetto ad altri curati con le terapie convenzionali.

 

CLICCA QUI per il tuo preparato galenico e le info