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Le piante del buon umore

Risvegliare il buon umore è possibile, anche quando stress e apatia condizionano il nostro stato fisico e mentale. Come? Ad esempio con alcune piante chiamate adattogene, ovvero quelle piante che favoriscono l’adattamento del nostro organismo a condizioni di stress e cambiamenti stagionali o climatici.
Scopriamole insieme.

 

Le piante del buon umore

IPERICO

le piante del buon umoreL’iperico è una pianta che presenta fiori di un giallo intenso e il succo rosso rubino, ed è collegata simbolicamente proprio al calore e alla luminosità.
Fiorisce durante il solstizio d’estate e forse per tale motivo è da sempre associata al sole: gli antichi romani, infatti, ritenevano tenesse lontani gli spiriti e le forze del male e che aiutasse a rimarginare le ferite del corpo.
Oggi il suo potere sta nella capacità di allontanare malinconie, pensieri cupi e angosce. Non a caso è un’erba che, sotto prescrizione medica, viene utilizzata nelle depressioni lievi, ma che è disponibile anche come integratore per affrontare periodi di ansia, disturbi del sonno e apatia. Infatti l’iperico ha un meccanismo d’azione simile a quello dei farmaci antidepressivi: è in grado di influenzare i livelli di dopamina e serotonina e di regolare in modo naturale il tono dell’umore. Il merito è dei potenti principi attivi, soprattutto iperforina e ipericina (concentrata in germogli e fiori) e dei flavonoidi, ad azione antiossidante .
Per una giusta terapia è consigliata l’assunzione dell’estratto secco nebulizzato e titolato in ipericina (minimo 0,2%), la cui dose giornaliera va da 10 a 13 mg per kg di peso corporeo, suddivisi in due somministrazioni, una al mattino e l’altra a metà pomeriggio.
Pur essendo una pianta sicura, l’iperico va assunto con una certa cautela perché potrebbe interferire con altri farmaci quali antidepressivi, ansiolitici e anticoagulanti.
La pianta inoltre è fotosensibilizzante quindi meglio evitare di assumere l’iperico se si prevedono lunghe esposizioni al sole.

 

GRIFFONIA

le piante del buon umoreLa Griffonia simplicifolia viene utilizzata in fitoterapia quando a un abbassamento dell’umore è associato un aumento della fame nervosa.
Capita spesso, infatti, che quando siamo nervosi o stressati avvertiamo il desiderio di assumere cibi calorici, ci buttiamo su pasta, pane, dolci, come a voler trovare un conforto.
Ciò accade perché se l’organismo è sotto stress, dal cervello arriva anche il comando di far scorta di cibi ricchi di zuccheri. A spiegare poi il motivo per cui quando ci sentiamo tristi ad attirarci è ad esempio il cioccolato, vi è una ragione chimica. Il corpo sintetizza serotonina a partire dal triptofano, un aminoacido che dobbiamo garantirci con la dieta. E il cioccolato ne è un’ottima fonte.
La griffonia fornisce triptofano, proprio come il cioccolato. Originaria dell’Africa, appartenente alla famiglia delle leguminose, è una pianta usata come integratore sotto forma di estratto secco e ha la funzione di placare gli attacchi di fame compulsiva, provocati da stati ansiosi e depressivi.
Il suo contenuto in 5-idrossiltriptofano (5-HTP), precursore della serotonina, ha la facoltà di riequilibrare il tono dell’umore, regolando l’appetito. Inoltre questa pianta è in grado di favorire la digestione e di ridurre i gonfiori addominali.
Altra nota positiva è che non presenta controindicazioni particolari. Solo un piccolo ma importante accorgimento da tenere bene a mente: non assumerla in caso di uso di antidepressivi.

 

RHODIOLA ROSEA

Le proprietà curative della rhodiola erano note già in tempi antichi: i popoli siberiani la usavano per alleviare freddo e fatica. La pianta infatti, che cresce spontaneamente nelle zone gelide del Nord Europa, è originaria della Scandinavia e della Siberia, ma la si può trovare anche nelle nostre zone prealpine ed alpine.
Conosciuta anche con il nome di radice d’oro, è un’erba indicata quando lo stress influisce sulla nostra serenità condizionando anche la nostra lucidità intellettiva e rendendoci più deboli fisicamente.
La rhodiola è in grado di aumentare la quantità di serotonina in circolo. Per farlo, agisce in due modi contemporaneamente: da una parte inibisce l’enzima che blocca la serotonina, dall’altra rende più facile al nostro organismo produrla, favorendo la presenza del suo precursore, il 5-idrossitriptofano, facendolo quindi arrivare al cervello.
Ecco perché oltre che rifornirci di energia fisica riequilibra anche la nostra energia mentale.
La rhodiola si può assumere sotto forma di estratto secco standardizzato (la posologia è di 2-3 capsule al giorno durante i pasti) o estratto fluido (30 gocce due volte al giorno). Per l’esatto dosaggio bisogna controllare la reale concentrazione del principio attivo nel prodotto.
Non sono note controindicazioni né interazioni farmacologiche.