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CBD e SOD due potenti antiossidanti complementari

CBD e SOD due potenti antiossidanti complementari

Terza parte del nostro focus dedicato alla SOD (superossido dismutasi): dopo averne presentato caratteristiche e benefici per poi soffermarci sul suo prezioso ruolo nei processi di rigenerazione tissutale, in questo articolo spieghiamo come e perché è legata al cannabidiolo (CBD).

 

Che cos’è il cannabidiolo e le sue proprietà antiossidanti

 

Il CBD è la seconda sostanza più abbondante presente nella cannabis. Da tempo è risaputo che non è psicoattivo, non crea assuefazione e consente una vasta gamma di applicazioni terapeutiche. Tra i tanti studi di cui è stato ed è tuttora oggetto il CBD, anche quelli in merito alle sue potenziali proprietà antiossidanti. Gli antiossidanti sono sostanze che aiutano a proteggere le cellule dai danni causati dai radicali liberi e dallo stress ossidativo, che si verifica quando c’è un disequilibrio tra la produzione di radicali liberi nel corpo e la capacità del corpo di neutralizzarli.

 

Una condizione di stress ossidativo continua può portare a varie patologie tra cui le principali malattie neurodegenerative (come Alzheimer, SLA e morbo di Parkinson), problemi al sistema cardiovascolare, aterosclerosi e invecchiamento precoce, oltre a patologie respiratorie.

L’effetto antiossidante del CBD

 

Come detto, diversi studi hanno suggerito la possibilità che il CBD possa avere un effetto antiossidante e quindi di protezione delle cellule. Questo per via della sua capacità di interagire con il sistema endocannabinoide del corpo, che è coinvolto nella regolazione di molti processi fisiologici, inclusa la risposta agli agenti stressanti. L’assunzione di CBD, insieme ad altre sostanze antiossidanti, aiuta a prevenire malattie, riduce la produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS), cattura i radicali liberi e li trasforma in forme meno attive.

 

CBD e SOD, antiossidanti complementari

 

Qui entra in gioco la SOD (superossido dismutasi). Più d’una ricerca ha infatti messo in evidenza che il CBD, tra le sue azioni indirette sul corpo, aiuta proprio tali enzimi antiossidanti nella loro azione. Ad esempio, uno studio condotto su topi ha dimostrato che il CBD può aumentare l’attività della SOD e di altri enzimi antiossidanti nel cervello. In particolare è stato scoperto che il cannabidiolo è in grado di potenziare il livello di mRNA della superossido dismutasi e l’attività enzimatica di Cu, Zn- e Mn-SOD, che sono responsabili del metabolismo dei radicali superossido nel modello murino di cardiomiopatia diabetica di tipo I e nei cardiomiociti umani trattati con acido 3-nitropropionico o streptozotocina.

 

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